Pensieri a caldo sull’India

La prima domanda che mi è stata fatta è “Com’è l’India?” 
Non c’è una vera risposta. 

L’India non è per tutti, andare in India significa lasciare a casa i pregiudizi e le comodità. Non è uno dei paesi più facili da vivere, ti mette davanti alle situazioni meno tollerabili e mette alla prova la tua pazienza.

Dicono che per andare in India bisogna essere pronti, ma non sarai mai abbastanza pronto per ciò che troverai. 
PER L’INDIA NON SI E’ MAI PRONTI!

L’India è esagerata, non conosce mezze misure. 

L’India è il suo traffico di giorno e di notte, è una coda di auto formate da una mucca che ha deciso di sdraiarsi sulla strada. 
L’India è trovarsi in mezzo alla strada circondati da moto, tuk tuk, camion, vacche, cavalli, carrozze e non riuscire ad arrivare nell’altro lato della strada.

In India inizi a pregare, anche se non l’hai mai fatto prima. Preghi che nessun camion/tuk tuk/vacca ti metta sotto. Preghi che quelle auto in contromano nella tua corsia si accorgano di te prima che sia troppo tardi. 

L’India è camminare a testa bassa per guardare dove metti i piedi, se ti va bene pesti una cacca di mucca, se ti va male finisci dentro un condotto o in un tombino aperto. 

L’India è i suoi clacson, dopo una settimana vorresti schioccare le dita e far sparire tutti gli autisti per almeno 10 minuti. 

L’India è un’esplosione di colori e di sapori.

L’India è combattere. Combatti con i tuk tuk che iniziano a seguirti, combatti con i venditori che sono molto più bravi di te nel contrattare. Combatti con la guida che ti porta dallo zio dell’amico del cugino che vende stoffe di pura seta e tappeti di lana di capra.
Combatti con il cibo piccante che il tuo stomaco dopo due giorni inizia a non reggere più, nonostante le quantità industriali di fermenti lattici. 
L’india è non voler più mangiare un chicco di riso in vita tua. 

L’India è l’arte dell’arrangiarsi. Devi aver sempre una soluzione a portata di mano, perché l’India ti fa saltare tutti i piani. Sai quando partirai, ma non quando arriverai. Anzi, a volte non sai neanche quando e se partirai. 

L’India è degrado, è sporcizia, è tapparti il naso per gli odori nauseanti, le orecchie per il chiasso snervante e gli occhi alla vista di un animale o di una persona in fin di vita sul ciglio della strada.

L’India è suoi sguardi, quelli sguardi che non riesci ad evitare, quelli sguardi curiosi e che a volte ti fanno sentire fuori luogo, ma che basta un sorriso per riceverne un altro.
L’India è i suoi bambini, quei bambini che ti seguono ogni 10 metri e non riesci a lasciare più. 

L’India ti fa incazzare. Nessun paese ti fa incazzare più dell’India.
Si, l’India la odi, ma un attimo dopo la ami con tutta te stessa. 

L’India è amore. 
Voglia di abbracciare il signore che ti ha offerto un po’ del suo riso nella ciotola dove probabilmente hanno mangiato altre 27 persone prima di te, è amore verso quelle persone che ti hanno regalato il loro sorriso. E’ voler portar via tutti i bambini che per strada ti chiedono aiuto, ma devi ricordarti che non puoi salvare un intero paese.  

L’India è non vedere l’ora di andar via
Ma soprattutto è non vedere l’ora di ritornare, sapendo che nessun viaggio, nessun posto visitato dopo, sarà mai più forte, più pesante e più emozionante dell’India. 

Ho amato l’India con tutta me stessa, dal momento in cui sono atterrata e ho iniziato a combattere. Ho aperto il mio cuore a questo paese, ma in alcuni momenti ho dovuto mostrare indifferenza, rigidità e distacco.

In India combatti con qualunque cosa, con qualunque persona. I tuoi piani salteranno, il cibo ti farà star male, arriverà un momento in cui non tollererai più un solo indiano, eppure, in qualche strano modo, andrà benissimo così e andrai a dormire con una lunga, pesante ma bellissima giornata alle spalle. 

Dopo 20 giorni sono tornata stremata, esausta, dolorante, triste e felice. 
Tutti mi chiedono se ne sia valsa la pena.
La mia risposta sarà sempre SI! 
E spero un giorno di poter tornare in questa terra così diversa, ma altrettanto meravigliosa. 

L’India è pazienza, è fatica, è dolore, ma è soprattutto ricompensa. 
L’India è tutto. 

Saluto l’India con un nodo alla gola, ma certa che ci rivedremo presto. 

“Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. È sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno”
– Tiziano Terzani

5 pensieri riguardo “Pensieri a caldo sull’India

  1. Cara Samanta, mi ero salvata il tuo blog perché volevo chiederti tanti consigli su come organizzare i miei articoli e renderlo più interessante .

    Sono stata 9 volte in India.

    9 volte e non ho mai scritto nessun articolo.

    Come si racconta il rapporto di odio e amore con una Madre ?
    Per ora re bloggerò il tuo che mi ha davvero colpito .

    Grazie spero ci sentiremo o conosceremo un giorno ❤️

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  2. L’ha ripubblicato su BALLIAMO SUL MONDOe ha commentato:
    Di quasi 10 in India 🇮🇳 non ho mai scritto nulla sul mio blog.
    Come si spiega il rapporto di odio e amore con una Madre?
    Per me l’India è così , come Roma….
    Una mamma che ti ha dato la vita e da cui certi giorni vorresti volare via però sai che non ti lascerà mai perché ha radici profondissime dentro di te.
    JAI BHARAT MA ❤️

    "Mi piace"

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