Khasab, un bagaglio pieno di vita

Ammetto che mai prima d’ora avevo sentito questi Paesi sparsi chissà dove! Invece sono più vicino di quanto immaginassi.

Mi trovo nella Penisola del Musandam, fa sempre parte dello Stato dell’Oman, vicino al confine degli Emirati Arabi. 

È una meta frequentata soprattutto da un turismo locale che, trascorsa la settimana nella frenetica città di Dubai, trova in Khasab una luogo tranquillo dove trascorrere piacevoli fine settimana.

La mia permanenza qui a Khasab sarà molto breve, non c’è molto da vedere, ma è proprio questo che rende il posto così ignoto.

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Arrivata, decido di girare un po’ il Paese.

Montagne coperte da fitta foschia, clacson che suonano ripetutamente, sabbia che vola ovunque e uomini che girano in moto scalzi. 

La prima cosa che noto è che le persone del posto quando scendono dalla macchina non portano con sè le chiavi, ma lasciano il motore acceso. Anche se ci sono i turisti. Qui le leggi sono molto severe e poi diciamo la verità…non hanno bisogno di rubarsi le auto a vicenda!

Mentre cammino, mi rendo conto che rispetto a Muscat, qui sembra che siano un passo avanti in fatto di mentalità. Non veniamo notati più di tanto, sia donne che uomini tendono la mano per salutare e sorridono più apertamente. Piccoli gesti che nella tappa precedente non ho visto. 

Lungo la passeggiata leggo che a pochi metri si trova il mercato.

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Ah…qui in giro per il Paese non ci sono i cani e i gatti, ma ben sì, le capre…

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Dopo aver curiosato un po’ e aver visitato la Moschea dall’esterno è arrivato il momento di vedere il Castle Khasab, edificato dai portoghesi nel XVIII secolo. 

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Qui conosco un anziano signore del posto, incarnato scuro, turbante, veste color panna, scalzo e in una posizione di meditazione. Sorridente e molto gentile, disponibile nel fare foto, ma sempre con una certa riservatezza. 

All’ interno del castello varie ricostruzioni ambientali ci riportano indietro nel tempo.

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Mentre vado via dal castello, faccio una passeggiata e sento suonare il clacson… è il signore del castello, con il suo furgoncino bianco che saluta.

🙂

Ho visto in lui ciò che non ho visto in tutti gli altri omaniti. Il classico arabo, avete presente il Sultano di Aladdin? Era proprio così. 

La mia curiosità mi porta anche a visitare il Centro Commerciale di Khasab, mi dicono che dista circa 10 minuti di auto, ma a piedi fa tanto caldo. Così si propone un signore, con un vecchio pulmino di 8 posti, che portacirca 12 turisti a fare un tour nel deserto. Secondo me fa più caldo lì dentro, seduta in 10cm di seggiolina. 

Ma oltre questo, loro sono molto disponibili e gentili, ci si può fidare. Ma sempre in compagnia, mai da soli!

Dici Fiordo e pensi alla Norvegia, ma non se alla guida c’è un vichingo come in questo caso.

Imperdibile la crociera sul dhow lungo il più grande Fiordo del Musandam. Tra scogliere dorate e di tanto in tanto in compagnia di simpatici delfini

Il dhow è una tipica imbarcazione in legno di due piani, con cuscini sui quali rilassarsi per ammirare il paesaggio in tutta la sua bellezza e a bordo bibite, datteri, dolci arabi e frutta. 

Il prezzo si aggira intorno ai 15/20 OMR. 

Lungo il Fiordo, si avvistano dei piccolissimi villaggi abitati da famiglie di beduini o pescatori. Un signore del posto mi spiega che gli abitanti si spostano solo con le barche, le donne si occupano della casa, mentre gli uomini fanno solo ed esclusivamente i lavori sopra elencati, anche perché non avrebbero altra scelta. I bambini frequentano la scuola a Khasab, stanno fuori casa dalla domenica al giovedì e tornano per il fine settimana. Qui il weekend inizia il giovedì e finisce il sabato. 

Si fa tappa all’Isola del Telegrafo, dove è possibile fare un bagno nelle acque cristalline con fondali stupefacenti e attorno a noi solo deserto. 

Oggi posso dire che ho visto tanti posti, ma in quanto a stile di vita e cultura, questo è quello che mi ha colpito di più. Dopo aver visto questo Paese, tornerò a casa con un bagaglio pieno di emozioni e di vita!

Porterò sempre con me certi ricordi…

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